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IHRF ANNUNCIA L’ORGANIZZAZIONE DEL
PRIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLO STATO DELL’ARTE su PRP E FATTORI DI CRESCITA IN DERMATOLOGIA.
MILANO, 21/22 GENNAIO 2011 PRIMO ANNUNCIO
L’evoluzione della ricerca medica in campo dermatologico ha messo in evidenza la necessità di utilizzare terapie sempre più efficaci e sicure per il trattamento di numerose patologie e disestetismi cutanei.
Il PRP (Plasma ricco di piastrine) è ormai una realtà certa per la sua efficacia, sicurezza, velocità di esecuzione, così come l’uso dei FATTORI di CRESCITA topici permette di affrontare la cura di particolari patologie cutanee in modo da regolare l’attività delle cellule bersaglio nel modo più fisiologico possibile. In campo dermatologico sia il PRP che i fattori di crescita si sono dimostrati utilissimi per la cura delle ferite e delle ulcere cutanee croniche, per il trattamento della vitiligine, dell’invecchiamento della pelle, della cura di molte patologie dei capelli e abbinato al microautotrapianto.
Lo scopo di questo primo CONGRESSO INTERNAZIONALE vuole essere quello di discutere degli aspetti biologici, clinici, normativi con i maggiori esperti nazionali e internazionali del campo, per fare un primo stato dell’arte sulle reali conoscenze e sulle prospettive future di queste tecniche, e per fare chiarezza su tanti messaggi confusi e spesso sbagliati.
Il Congresso è riservato ai Medici, i posti sono limitati a 250.
L’evento sarà accreditato con titoli formativi ECM.
Da settembre sarà disponibile il programma definitivo sul sito nella sezione dedicata ai Medici.
Servizio di traduzione simultanea italiano – inglese – spagnolo
Presidente: Fabio Rinaldi, IHRF
Segreteria organizzativa: Elisabetta Sorbellini, IHRF (info@ihrf.eu)
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In Italia se ne parla da ieri 21 giugno 1010, ma in realtà nell’ambiente medico la notizia era già nota. Il Medical and Healthcare products Regulatory Agency (HMRA) l’agenzia governativa responsabile della regolamentazione dei farmaci del governo inglese, ha effettuato una ricerca molto dettagliata sul rischio di insorgenza del tumore al seno in uomini (ma anche in donne) che hanno assunto Propecia per periodi prolungati (più di un anno consecutivamente).
Il lavoro è decisamente significativo, scientificamente molto scrupoloso e ben eseguito, tra l’altro valutando i casi con una revisione importante dal punto di vista del numero dei soggetti, e confrontando il rischio aumentato di propecia rispetto ad altri farmaci ad azione anti 5-α-reduttasi, che non avrebbero manifestato questo rischio.
Per fortuna il numero dei casi segnalati è molto basso, le certezze poche nel definire Propecia la causa dei tumori riscontrati, tanto che le conclusioni dello studio dicono esattamente “che il gruppo di esperti della commissione del MHRA non può escludere l’aumento del rischio di tumore al seno in maschi che assumono finasteride”. Non può escludere, dal punto di vista scientifico, non vuole dire che Propecia ha provocato i casi di tumore, ma che ci sono realistiche ipotesi scientifiche che il meccanismo d’azione ormonale della finasteride sia a 1 mg che a 5 mg possano aumentare il rischio.
La notizia pubblicata su Repubblica Salute ieri era riportata con toni un po’ allarmistici e non scientificamente obiettivi, a mio parere. Tuttavia la valutazione conclusiva potrebbe essere che un farmaco per la cura dei capelli NON dovrebbe MAI avere questi rischi (il costo/beneficio diventa esageratamente sproporzionato), che l’assunzione di questi farmaci NON dovrebbe MAI essere eccessivamente prolungata (per esempio oltre i 6 mesi consecutivi), che la ricerca di sostanze alternative potrebbe aiutare a impostare terapie comunque continuative.
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Chi l'ha detto che dove la medicina è solo parzialmente risolutiva,
l'alternativa sia la rassegnazione? La salute non è assenza di malattia ma
stato di benessere psichico e fisico.
Tra i problemi della pelle che possono affliggere una persona troviamo una
grande varietà di patologie con ricaduta estetica che si possono trattare
con la micro pigmentazione per trattare piccole imperfezioni ma anche per “ricostruire” le sopracciglia, le ciglia, e addirittura l’areola mammaria il tutto in 3D.
Un nuovo approccio al paziente come
"persona" nella sua interezza, nelle sue patologie, nei suoi disturbi ma
anche nel suo mondo interiore, fatto di ansie e desideri che bisogna sapere
scoprire e ascoltare. La medicina, oggi, in questo senso ha compiuto passi
da gigante. La dermatologia in particolare, nella nostra società
dell'immagine, deve dare risposte a chi porta la sua patologia come marchio,
che lo identifica e lo differenzia dal resto del mondo, provocandogli un
disagio psicologico che risulta essere fortemente condizionante per
l'accettazione di sè e la vita di relazione.
Molti inestetismi cutanei portano con sè una componente psicologica che non
va ignorata, specie da parte del medico che deve fornire al paziente un
servizio a 360.
La micropigmentazione viene impiegata generalmente nel settore estetico per
migliorare il proprio aspetto, per correggere piccole imperfezioni o
asimmetrie del volto, specialmente per quanto riguarda la forma di
sopracciglia, occhi e labbra.
I campi di applicazione si estendono anche nella sfera ricostruttiva o
paramedicale che prende in considerazione la micropigmentazione come
trattamento complementare all'intervento chirurgico nei seguenti casi.
ridefinizione o ricostruzione areola mammaria
cicatrici post intervento (per esempio mastectomia, cicatrici, post-trapianto)
bruciature
alopecia parziale o universale
vitiligine
infoltimento post trapianto
Le principali differenze con il tatuaggio classico riguardano le tecniche di
applicazione, molto meno invasive, la profondità di deposito dei pigmenti,
la loro differente composizione ed infine la permanenza del trattamento per
un periodo di tempo limitato.
E' importante anche sottolineare il percorso formativo del pigmentista, cioè l'esperto che a seguito di una formazione specifica è in grado di intervenire con tali metodiche in maniera corretta e non a seguito di improvvisazioni individuali.
Il rischio che si corre sottoponendosi ad un trattamento di micropigmentazione da un "non esperto" è quello non solo di ritrovarsi con danni cutanei a livello di risultato ma soprattutto di eludere le proprie aspettative e quindi avere una ferita più profonda, a livello psicologico, più difficile da placare.
L'infoltimento del cuoio capelluto è una delle tecniche più complesse e di conseguenza più a rischio per l'antiestetico effetto macula che potrebbe verificarsi a seguito di un trattamento mal eseguito.
L'effetto rasato consiste nell'eseguire migliaia di micro depositi puntiformi di pigmento, utilizzando colorazioni specifiche e tecniche appositamente studiate per indurre l'occhio ad una determinata illusione: infoltimento sulle trasparenze che fanno intravedere il cuoio capelluto e camouflage sulla scar post trapianto.
La "mano esperta" sa calibrare in maniera corretta pressione ed inclinazione del dermografo, fuoriuscita dell'ago ed intensità dei micropuntini da eseguire sulle diverse aree del cuoio capelluto evitando, pertanto, risultati indesiderati.
L'attrezzatura utilizzata e soprattutto i pigmenti sono certificati per essere considerati biocompatibili, non scatenanti reazioni di intolleranza e allergia.
Milena Lardì
Tecnica ufficiale Goldeneye Italia
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E’ stato molto interessante e istruttivo il XIII Congresso nazionale della ISHR organizzato dal Professor Piero Tesauro a Capri il 21-22 maggio 2010, in collaborazione con la SITRI.
I numerosi relatori italiani e stranieri da varie nazioni del mondo hanno affrontato le novità fondamentali per la diagnosi, la terapia medica e chirurgica in campo tricologico.
Nel contesto di un programma molto completo una sessione intera è stata dedicata all’uso del Plasma Ricco di Piastrine (PRP) con interventi di grande interesse di Franco Buttafarro, Robert Rees, uno dei pionieri del PRP, Fabio Rinaldi.
Ha suscitato un grande dibattito la sessione dedicata alla FUE: significativi gli interventi di Alex Ginzburg, Mazhar Hussain , e Demir Ilter. E’ stata molto discussa e criticata dalla platea degli esperti, invece, la relazione dell Dott.ssa Mahera per i messaggi molto improbabili sull’esecuzione di mega sessioni (dagli 8000 ai 12000 innesti, senza sacrificare nessun bulbo!) di impianti di FUE.
Marco Toscani ha presentato un caso clinico di effetti collaterali provocati da un intervento di microautotrapianto con tecnica FUE inadeguata; Piero Tesauro ha parlato di organizzazione e gestione dell’intervento di megasessione di microautotrapianto.Vincenzo Gambino ha parlato della selezione del paziente che vuole rinfoltire la zona del vertice.
Una sessione è stata dedicata alla tecnica di micro pigmentazione del cuoio capelluto per correggere gli esiti di cicatrici post-trapianto, o pigmentare con una metodica specifica dello scalpo per nascondere gli inestetismi del diradamento dei capelli: molto interessanti sono state le relazioni di Ennio Orsini, Milena Lardi, e di Masahisa Nagai (Giappone) che ha mostrato la possibilità di ottenere micropigmentazioni in 3 D della zona delle sopracciglia.
Complimenti quindi al Dottor Tesauro e alla ISHR per aver organizzato un congresso cosi’ completo nel campo medico e chirurgico della tricologia.
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IHRF ha già dato notizia della possibilità di curare molte forme di patologia dei capelli (alopecia androgenetica, alopecia areata, defluvium telegenico) con il PRP, il plasma ricco di piastrine. Le piastrine sono le cellule del nostro corpo molto ricche di fattori di crescita, le sostanze capaci di auto-riparare il corpo (pelle, ossa, tendini, eccetera).
Da qualche anno si usano i fattori di crescita delle piastrine per stimolare la crescita di capelli, con grande successo come dimostrano gli studi di Joseph Greco (articolo scientifico che uscirà nel 2° numero di Human Trichology previsto per Giugno).
La nostra esperienza è in linea: nell’80% dei casi trattati la terapia dà dei risultati significativamente positivi i bulbi stimolati hanno dato la crescita di capelli che hanno parzialmente ricoperto aree diradate dell’alopecia androgenetica e il miglioramento importante delle chiazze di alopecia areata. Miracolo? No, effetto dei fattori di crescita che sono tra i più potenti regolatori e stimolatori della vita delle cellule.
Questo trattamento non ha nessun rischio di effetti collaterali: le piastrine sono quelle del soggetto trattato (nessun rischio di rigetto, allergie) e svolgono un lavoro assolutamente fisiologico, cioè quello che il corpo ha messo a punto per regolare la vita di ogni sua cellula. Per saperne di più vedi l’approfondimento nella notizia “La tecnica del PRP”. Elisabetta Sorbellini
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PERCHE’ QUESTA TERAPIA?
Il corpo umano è fatto in modo di autodifendersi dai danni che possono colpirlo, e soprattutto di “riparare” le ferite della pelle, le fratture delle ossa: grazie al complicatissimo sistema dei fattori di crescita (in inglese Growth Factors) siamo in grado di risanare qualsiasi lesione di molti organi del corpo.
Ogni organo è controllato da specifici fattori di crescita, e quelli specifici della pelle e dei capelli sono l’IGF-1, l’FGF, il VEGF.
Le piastrine sono cellule del corpo che circolano nel sangue e servono per iniziare il processo di coagulazione in caso di ferite e di sanguinamento. In realtà però le piastrine sono tra le prime cellule a innescare il processo di riparazione e di ricrescita delle cellule danneggiate (ossa, pelle, vasi sanguigni) grazie al rilascio di una quantità inimmaginabile di fattori di crescita. Appena un tessuto viene danneggiato, con il sangue arrivano le piastrine che vengono “attivate” da vari fattori chimici naturali (processi infiammatori, citochine, macrofagi, eccetera), e stimolano le cellule dell’organo danneggiato a “ripararsi”: la ferite si rimarginano, le ossa si ricompongono, e così via. Quando l’organo danneggiato è riparato la stimolazione delle piastrine si esaurisce, e il processo si ferma. Se il corpo non manda “messaggi di aiuto” (ferite, infiammazione, eccetera) le piastrine non intervengono.
L’uso dei fattori di crescita ( o di equivalenti ricostruiti) è noto da tempo in molte patologie non solo cutanee.
Da questo sistema naturale di guarigione delle cellule e della pelle, è stata studiata da ormai più di 10 anni la tecnica del PRGF (o anche del PRP, Plasma Ricco di Piastrine).
COME SI EFFETTUA?
Le piastrine circolano nel sangue umano.
1) Si preleva una piccola quantità di sangue (un normale prelievo come quello che si effettua per fare gli esami del sangue) dal soggetto che si deve sottoporre al trattamento, raccogliendolo in provette sterili, monouso, ad aspirazione (vacuum) da 5 cc l’una.
2) Ogni provetta viene immediatamente messa in una speciale centrifuga, e quando tutte le provette sono state inserite nel cestello, si inizia il processo di centrifugazione che dura 8 minuti. Il sangue prelevato non viene in contatto con l’ambiente, con l’operatore, e tanto meno con lo strumento.
3) Al termine della centrifugazione il sangue prelevato è diviso in 2 fasi: nella parte inferiore si sono sedimentati i globuli rossi e i globuli bianchi. Nella parte superiore si trova il plasma (la parte liquida del sangue) e le piastrine e i loro fattori di crescita concentrati. Con speciali pipette per micromoli si aspira da ogni provetta il Plasma Ricco di Fattori di Crescita. Al plasma viene aggiunto una piccola quantità di cloruro di calcio (sostanza totalmente naturale e priva di effetti collaterali) che ha lo scopo di “attivare” le piastrine.
4) Il plasma viene subito aspirato in una normale siringa sterile monouso dotata di ago 30g.
5) Immediatamente il plasma viene iniettato nella cute del soggetto da cui è stato prelevato. La vita delle piastrine è molto breve, e per questo tutte le operazioni necessarie sono consecutive.
IL SANGUE QUINDI E’ QUELLO DEL SOGGETTO DA TRATTARE, NON DI ALTRE PERSONE!
QUESTA OPERAZIONE DURA CIRCA 45 MINUTI.
CI SONO RISCHI, PERICOLI, EFFETTI COLLATERALI?
Questo trattamento è privo di qualsiasi rischio per la salute e di qualsiasi rischio di effetto collaterale. QUESTO PERCHE’:
1) le piastrine sono cellule del corpo, le proprie piastrine sono ovviamente già presenti nel corpo del soggetto e non hanno nessun rischio di innescare qualsiasi effetto dannoso. Si tratta solo di uno “spostamento” delle piastrine in una parte del corpo dove serve la loro attivazione, ma dove il corpo non manda il “messaggio”.
2) la centrifugazione del sangue non modifica le cellule ematiche, ma serve solo a separarle
3) in nessun momento del trattamento il sangue viene a contatto con l’ambiente esterno: NON E’ POSSIBILE LA SUA CONTAMINAZIONE CON MICRORGANISMI O CON SOSTANZE PERICOLOSE O TOSSICHE ovviamente se la procedura viene efferrtuata in un ambiente idoneo (ambulatorio medico in regola con la normativa sanitaria)
4) si tratta di un prelievo autologo (cioè dello stesso soggetto), quindi NON ESISTE LA POSSIBILITA’ DI REAZIONI DI RIGETTO
IN CHE CAMPI SI USA QUESTA TERAPIA?
Gli impieghi più comuni e utilizzati ormai da molti anni sono:
1) ODONTOIATRIA, per favorire l’attecchimento degli impianti
2) ORTOPEDIA, per la cura delle fratture, delle patologie articolari, delle lesioni dei tendini
3) DERMATOLOGIA, per la cura delle ulcere cutanee croniche e delle ferite che non rimarginano. Da qualche anno si utilizza questa terapia per il trattamento
• della vitiligine
• della patologia dei capelli
• dell’invecchiamento cutaneo
CHE RISULTATI CI SI PUO’ ASPETTARE NELLA CURA DEI CAPELLI?
I fattori di crescita stimolano le cellule del bulbo (della papilla dermica, della matrice, dei melanociti) a mantenere la fase attiva di anagen, a produrre il fusto dei capelli, a ridurre i processi infiammatori cutanei, a ridurre i meccanismi di morte cellulare. In più (e in questo sta la differenza con le normali terapie) la concentrazione estremamente potente dei fattori di crescita naturali è in grado di stimolare le cellule staminali dei bulbi ancora presenti a dare origine di nuovo ad un bulbo pilifero.
Quindi:
• nella alopecia androgenica può far ricrescere un numero di capelli (ovviamente non definibile) soprattutto negli stadi iniziali della patologia (soprattutto dal I al IV grado della scala di Hamilton, e dal I e II grado della scala di Ludwig). Secondo i dati di letteratura scientifica la ricrescita si manifesta nel 60% dei casi in modo significativo. Si effettuano mediamente 1 - 2 sedute distanziate due mesi una dall’altra
• nella alopecia areata può rappresentare la tecnica più importante di trattamento con percentuali molto alte di ricrescita dei capelli nelle chiazze attive. Si effettuano mediamente 3 sedute distanziate due mesi una dall’altra
• nella alopecia cicatriziale può svolgere un importante effetto di controllo del processo infiammatorio e di riduzione della progressione della morte dei bulbi ancora attivi, soprattutto nelle forme iniziali. Se esistessero nel derma delle cellule staminali bulbari residue, queste possono essere stimolate (la ricrescita in questi casi potrebbe essere assolutamente non significativa dal punto di vista estetico). Si effettuano mediamente 3 sedute distanziate due mesi una dall’altra
FUNZIONA NEL 100% DEI CASI? NO
La terapia con PRGF può essere sicuramente considerata una delle tecniche più avanzate ed efficaci di terapia, ma come qualsiasi cura ovviamente potrebbe non dare i risultati sperati. Il successo terapeutico dipende dal tipo di patologia, da varie condizioni concomitanti, dalla presenza o no di cellule staminali attivabili, e da altre variabili casuali. E’ un trattamento medico scientifico, non un atto di magia!
SI PUO’ RIPETERE NEL TEMPO?
Sì, è possibile effettuare trattamenti ciclici a scopo terapeutico o di mantenimento. Un protocollo di studio di un gruppo americano (J. Greco, California) prevede un trattamento all’anno nei casi di alopecia androgenetica.
SI PUO’ ABBINARE AL TRAPIANTO DI CAPELLI?
Sì, le tecniche più avanzate ormai prevedono di abbinare SEMPRE un trattamento di PRGF durante l’intervento di microautotrapianto per ottenere:
• un più veloce attecchimento dei bulbi trapiantati
• un aumento della percentuale di attecchimento dei bulbi
• la stimolazione di crescita di altri bulbi silenti
• la guarigione più veloce della cute del cuoio capelluto sottoposta a trapianto di capelli
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