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NOTIZIE
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Va tanto di moda, e piace moltissimo. Il trattamento per lisciare i capelli ricci o crespi con la "cheratina" fa miracoli. I capelli rimangono lisci e a posto per tre o quattro mesi senza fatica. Peccato che questo risultato si ottenga a un costo altissimo per la salute generale e dei capelli: l'effetto "miracoloso" non lo dà la cheratina ma la formaldeide presente in questi prodotti a concentrazioni altissime. La formaldeide è una sostanza altamente tossica, irritante, che può provocare tumori e causare danni al feto.
La legge ne vieta l'uso nei prodotti cosmetici in concentrazioni superiori allo 0,2%, ma purtroppo si utilizzano ancora maschere o balsami liscianti che contengono concentrazioni altissime, fino a più del 10%. Addirittura sono in vendita prodotti provenienti dal Brasile, dalla Cina, ma anche italiani, che contengono formaldeide senza che ne sia indicata la presenza sulla formula INCI, come prevede la legge.
Il suo uso è pericolosissimo per la salute di chi si fa lisciare i capelli e del parrucchiere che la applica. E causa un consistente danno al fusto dei capelli che viene completamente distrutto dalla formaldeide e solo in parte reintegrato dalla cheratina contenuta nel prodotto.
Il costo, poi, è una vera "truffa": la maggior parte dei composti costa al produttore non più di 5 euro al kg, ma viene venduto a centinaia di euro ai parrucchieri che poi, ovviamente, applicano il loro ricarico.
IHRF ha deciso di lanciare una campagna di informazione, Liscio ma sicuro, incentrata sulla pericolosità dei prodotti cosmetici per capelli che contengono formaldeide.
Gli obiettivi di questa campagna:
-sensibilizzare i consumatori
-fornire strumenti per difendersi dai gravi rischi per la salute
-avviare una rilevazione per valutare quante donne e uomini si sono sottoposti almeno una volta a questi trattamenti
-spiegare che è meglio usare prodotti sicuri, con un effetto lisciante dei capelli meno duraturo, che puntare sul risultato estetico mettendo a repentaglio la salute
Impariamo a usare i prodotti sicuri
e convenienti per i nostri capelli
In questo quadro IHRF ha deciso di ampliare il suo raggio di azione in termini di divulgazione, sensibilizzazione e aggiornamento professionale. Nasce così IHRF-RD: International Hair Research Foundation-Regenerative Dermatology, che si occuperà di tutte le tematiche dermatologiche. A breve presenteremo i nuovi obiettivi della Fondazione.
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IHRF ha voluto organizzare un congresso internazionale sull'importante novità dell'uso del plasma ricco di piastrine (PRP) per la cura dei capelli, invitando alcuni tra i più importanti esperti del settore italiani e stranieri. Lo scopo e' quello di fare chiarezza sull'argomento e individuare dei protocolli certi nel rispetto della scienza e della legge.
Probabilmente il PRP può essere una tecnica capace anche di far ricrescere i capelli in molti casi, sia di alopecia androgenetica che di alopecia aerata ( con successi nell'80 per cento dei casi), ma la procedura e la diagnosi devono essere ben definite.Gli specialisti che parteciperanno al meeting potranno confrontarsi con i principali esperti, così che questa tecnica possa essere sempre più a disposizione di tutte le persone che soffrono di una forma di caduta dei capelli.
La partecipazione e' limitata ai medici iscritti al meeting.
IHRF pubblicherà sul sito www.ihrf.eu le principali novità emerse dal congresso.
Ma in questo incontro si parlerà anche dei fattori di crescita per la cura dei capelli, della cura delle ulcere cutanee, della vitiligine e dei danni provocati dall'invecchiamento della pelle.
Sul sito è possibile scaricare il programma e la scheda di partecipazione con tutte le informazioni necessarie
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IHRF ANNUNCIA L’ORGANIZZAZIONE DEL
PRIMO CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLO STATO DELL’ARTE su PRP E FATTORI DI CRESCITA IN DERMATOLOGIA.
MILANO, 21/22 GENNAIO 2011 PRIMO ANNUNCIO
L’evoluzione della ricerca medica in campo dermatologico ha messo in evidenza la necessità di utilizzare terapie sempre più efficaci e sicure per il trattamento di numerose patologie e disestetismi cutanei.
Il PRP (Plasma ricco di piastrine) è ormai una realtà certa per la sua efficacia, sicurezza, velocità di esecuzione, così come l’uso dei FATTORI di CRESCITA topici permette di affrontare la cura di particolari patologie cutanee in modo da regolare l’attività delle cellule bersaglio nel modo più fisiologico possibile. In campo dermatologico sia il PRP che i fattori di crescita si sono dimostrati utilissimi per la cura delle ferite e delle ulcere cutanee croniche, per il trattamento della vitiligine, dell’invecchiamento della pelle, della cura di molte patologie dei capelli e abbinato al microautotrapianto.
Lo scopo di questo primo CONGRESSO INTERNAZIONALE vuole essere quello di discutere degli aspetti biologici, clinici, normativi con i maggiori esperti nazionali e internazionali del campo, per fare un primo stato dell’arte sulle reali conoscenze e sulle prospettive future di queste tecniche, e per fare chiarezza su tanti messaggi confusi e spesso sbagliati.
Il Congresso è riservato ai Medici, i posti sono limitati a 250.
L’evento sarà accreditato con titoli formativi ECM.
Da settembre sarà disponibile il programma definitivo sul sito nella sezione dedicata ai Medici.
Servizio di traduzione simultanea italiano – inglese – spagnolo
Presidente: Fabio Rinaldi, IHRF
Segreteria organizzativa: Elisabetta Sorbellini, IHRF (info@ihrf.eu)
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In Italia se ne parla da ieri 21 giugno 1010, ma in realtà nell’ambiente medico la notizia era già nota. Il Medical and Healthcare products Regulatory Agency (HMRA) l’agenzia governativa responsabile della regolamentazione dei farmaci del governo inglese, ha effettuato una ricerca molto dettagliata sul rischio di insorgenza del tumore al seno in uomini (ma anche in donne) che hanno assunto Propecia per periodi prolungati (più di un anno consecutivamente).
Il lavoro è decisamente significativo, scientificamente molto scrupoloso e ben eseguito, tra l’altro valutando i casi con una revisione importante dal punto di vista del numero dei soggetti, e confrontando il rischio aumentato di propecia rispetto ad altri farmaci ad azione anti 5-α-reduttasi, che non avrebbero manifestato questo rischio.
Per fortuna il numero dei casi segnalati è molto basso, le certezze poche nel definire Propecia la causa dei tumori riscontrati, tanto che le conclusioni dello studio dicono esattamente “che il gruppo di esperti della commissione del MHRA non può escludere l’aumento del rischio di tumore al seno in maschi che assumono finasteride”. Non può escludere, dal punto di vista scientifico, non vuole dire che Propecia ha provocato i casi di tumore, ma che ci sono realistiche ipotesi scientifiche che il meccanismo d’azione ormonale della finasteride sia a 1 mg che a 5 mg possano aumentare il rischio.
La notizia pubblicata su Repubblica Salute ieri era riportata con toni un po’ allarmistici e non scientificamente obiettivi, a mio parere. Tuttavia la valutazione conclusiva potrebbe essere che un farmaco per la cura dei capelli NON dovrebbe MAI avere questi rischi (il costo/beneficio diventa esageratamente sproporzionato), che l’assunzione di questi farmaci NON dovrebbe MAI essere eccessivamente prolungata (per esempio oltre i 6 mesi consecutivi), che la ricerca di sostanze alternative potrebbe aiutare a impostare terapie comunque continuative.
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Chi l'ha detto che dove la medicina è solo parzialmente risolutiva,
l'alternativa sia la rassegnazione? La salute non è assenza di malattia ma
stato di benessere psichico e fisico.
Tra i problemi della pelle che possono affliggere una persona troviamo una
grande varietà di patologie con ricaduta estetica che si possono trattare
con la micro pigmentazione per trattare piccole imperfezioni ma anche per “ricostruire” le sopracciglia, le ciglia, e addirittura l’areola mammaria il tutto in 3D.
Un nuovo approccio al paziente come
"persona" nella sua interezza, nelle sue patologie, nei suoi disturbi ma
anche nel suo mondo interiore, fatto di ansie e desideri che bisogna sapere
scoprire e ascoltare. La medicina, oggi, in questo senso ha compiuto passi
da gigante. La dermatologia in particolare, nella nostra società
dell'immagine, deve dare risposte a chi porta la sua patologia come marchio,
che lo identifica e lo differenzia dal resto del mondo, provocandogli un
disagio psicologico che risulta essere fortemente condizionante per
l'accettazione di sè e la vita di relazione.
Molti inestetismi cutanei portano con sè una componente psicologica che non
va ignorata, specie da parte del medico che deve fornire al paziente un
servizio a 360.
La micropigmentazione viene impiegata generalmente nel settore estetico per
migliorare il proprio aspetto, per correggere piccole imperfezioni o
asimmetrie del volto, specialmente per quanto riguarda la forma di
sopracciglia, occhi e labbra.
I campi di applicazione si estendono anche nella sfera ricostruttiva o
paramedicale che prende in considerazione la micropigmentazione come
trattamento complementare all'intervento chirurgico nei seguenti casi.
ridefinizione o ricostruzione areola mammaria
cicatrici post intervento (per esempio mastectomia, cicatrici, post-trapianto)
bruciature
alopecia parziale o universale
vitiligine
infoltimento post trapianto
Le principali differenze con il tatuaggio classico riguardano le tecniche di
applicazione, molto meno invasive, la profondità di deposito dei pigmenti,
la loro differente composizione ed infine la permanenza del trattamento per
un periodo di tempo limitato.
E' importante anche sottolineare il percorso formativo del pigmentista, cioè l'esperto che a seguito di una formazione specifica è in grado di intervenire con tali metodiche in maniera corretta e non a seguito di improvvisazioni individuali.
Il rischio che si corre sottoponendosi ad un trattamento di micropigmentazione da un "non esperto" è quello non solo di ritrovarsi con danni cutanei a livello di risultato ma soprattutto di eludere le proprie aspettative e quindi avere una ferita più profonda, a livello psicologico, più difficile da placare.
L'infoltimento del cuoio capelluto è una delle tecniche più complesse e di conseguenza più a rischio per l'antiestetico effetto macula che potrebbe verificarsi a seguito di un trattamento mal eseguito.
L'effetto rasato consiste nell'eseguire migliaia di micro depositi puntiformi di pigmento, utilizzando colorazioni specifiche e tecniche appositamente studiate per indurre l'occhio ad una determinata illusione: infoltimento sulle trasparenze che fanno intravedere il cuoio capelluto e camouflage sulla scar post trapianto.
La "mano esperta" sa calibrare in maniera corretta pressione ed inclinazione del dermografo, fuoriuscita dell'ago ed intensità dei micropuntini da eseguire sulle diverse aree del cuoio capelluto evitando, pertanto, risultati indesiderati.
L'attrezzatura utilizzata e soprattutto i pigmenti sono certificati per essere considerati biocompatibili, non scatenanti reazioni di intolleranza e allergia.
Milena Lardì
Tecnica ufficiale Goldeneye Italia
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E’ stato molto interessante e istruttivo il XIII Congresso nazionale della ISHR organizzato dal Professor Piero Tesauro a Capri il 21-22 maggio 2010, in collaborazione con la SITRI.
I numerosi relatori italiani e stranieri da varie nazioni del mondo hanno affrontato le novità fondamentali per la diagnosi, la terapia medica e chirurgica in campo tricologico.
Nel contesto di un programma molto completo una sessione intera è stata dedicata all’uso del Plasma Ricco di Piastrine (PRP) con interventi di grande interesse di Franco Buttafarro, Robert Rees, uno dei pionieri del PRP, Fabio Rinaldi.
Ha suscitato un grande dibattito la sessione dedicata alla FUE: significativi gli interventi di Alex Ginzburg, Mazhar Hussain , e Demir Ilter. E’ stata molto discussa e criticata dalla platea degli esperti, invece, la relazione dell Dott.ssa Mahera per i messaggi molto improbabili sull’esecuzione di mega sessioni (dagli 8000 ai 12000 innesti, senza sacrificare nessun bulbo!) di impianti di FUE.
Marco Toscani ha presentato un caso clinico di effetti collaterali provocati da un intervento di microautotrapianto con tecnica FUE inadeguata; Piero Tesauro ha parlato di organizzazione e gestione dell’intervento di megasessione di microautotrapianto.Vincenzo Gambino ha parlato della selezione del paziente che vuole rinfoltire la zona del vertice.
Una sessione è stata dedicata alla tecnica di micro pigmentazione del cuoio capelluto per correggere gli esiti di cicatrici post-trapianto, o pigmentare con una metodica specifica dello scalpo per nascondere gli inestetismi del diradamento dei capelli: molto interessanti sono state le relazioni di Ennio Orsini, Milena Lardi, e di Masahisa Nagai (Giappone) che ha mostrato la possibilità di ottenere micropigmentazioni in 3 D della zona delle sopracciglia.
Complimenti quindi al Dottor Tesauro e alla ISHR per aver organizzato un congresso cosi’ completo nel campo medico e chirurgico della tricologia.
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